31 OPERE DI GIANNI AMBROGIO DONATE A TREVISO PER IL BAILO
articolo di Carla Povellato
Mercoledì 8 luglio si è celebrata nella Sala Zanini del Museo Bailo, la donazione di 31 opere di pittura e di grafica dell’artista trevigiano Gianni Ambrogio (1928-2016),
avvenuta da lascito testamentario da parte della signora Lucia Perin per molti anni compagna dell’artista, che ne aveva il possesso.
La cerimonia, curata da Eleonora Drago – Conservatore dei Musei Civici di Treviso, ha avuto la presentazione del ben noto Eugenio Manzato,

che aveva conosciuto Ambrogio nel 1981 a Ca’ da Noal durante un’importante mostra antologica.
Presenti all’evento erano la sorella Sandra e i nipoti eredi di Lucia, gli affezionati amici, poeti e pittori locali.
L’esposizione delle tele dal grande impatto cromatico ed evocativo, riguardavano le produzioni giovanili legate alla prima maturità dell’artista, figura protagonista di un rinnovamento di quella che era la pittura trevigiana della seconda metà del ‘900.
Va precisato che Ambrogio, pur in forma minore, si era affermato anche nell’incisione e nella scultura, assumendo nell’ambito culturale della città di Treviso un ruolo fondamentale, anche avviando tre gallerie d’arte.
La sua versatilità tecnica ed espressiva, gli ha permesso di saldare una collaborazione anche con i personaggi noti prima della Seconda Guerra Mondiale, allora molto giovani, condividendo intenti artistici con gli intellettuali del tempo, gli storici, gli appassionati, i critici locali e nazionali.

Nel 1947, diciannovenne, Ambrogio propose la sua prima personale presentata da Giovanni Comisso presso la Saletta degli Artisti dell’allora Caffè Sile a Treviso, a conferma di quanto fosse conosciuto e apprezzato già in età giovanile dagli intellettuali trevigiani. Ecco il pensiero di Comisso:
“Il pittore veneto Ambrogio Gianni, con l’angoscia, la povertà e la disperazione della tradizionale pittura degli antichi veneti, non dipinge ma scolpisce sulle pietre immortali che decorano le nostre cattedrali”. G. Comisso 1956.
Non va dimenticata l’amicizia con il poeta Andrea Zanzotto, per il quale ebbe a decorare le pagine di numerose poesie.
Con il ’68, che fa divenire gli artisti “cittadini del mondo”, le sue opere si rivolgono a varie espressioni tematiche. Gianni Ambrogio, al secolo Giovanni Battista Ambroggio, calabrese di nascita trevigiano di adozione,

non era attivo solo in Italia, bensì in Europa, Stati Uniti e Canada. A lui si deve il rinnovamento in senso informale di quella che era la pittura trevigiana della seconda metà del ‘900, grazie a una creatività e ad una apertura artistica originale, tra la peculiarità del segno, dello stile, del colore, caratteristiche mai abbandonate nel suo lungo percorso artistico.

I dipinti del Maestro costituiscono valore per la realtà del territorio, e vanno a implementare l’ampio patrimonio dei Musei Civici Trevisani.
Le opere donate sono datate tra gli anni 50 e 60 e comprendono anche il periodo in cui ha intrapreso i suoi “viaggi formativi” in Francia, in particolare in Bretagna.
Per la donatrice Lucia Perin, molti anni compagna dell’artista, era vivo il desiderio che le opere custodite con amore nella propria abitazione, dovessero diventare patrimonio della città, conservate e catalogate, fruibili da cittadini, studenti e ricercatori, anche dopo la sua scomparsa.
Nel 2010 è stata costituita la “Fondazione Gianni Ambrogio” con sede a Mareno di Piave, che persegue finalità di valorizzazione dell’attività culturale, con particolare riferimento alla promozione e divulgazione della ricerca nel campo dell’Arte, della Storia, della Scienza umana e sociale, nonché del patrimonio artistico e culturale.
Lo scorso giugno la Galleria “Spazio Insolito” di Treviso ha ospitato una mostra dedicata ad alcune delle sue opere più significative intitolata “Per fortuna mi rimane il dubbio”, curata dal figlio Davide.

Un ringraziamento particolare va alla memoria di Lucia Perin, che con un gesto di generosità ha voluto che venissero consegnate a Treviso le sue opere e non solo quelle, anche una parte dell’anima artistica di Gianni Ambrogio: un patrimonio che ora appartiene al mondo.
Ho avuto l’onore di essere presente a questo Evento. Auspico che questo generoso atto d’amore verso la nostra Treviso diventi contagioso a conferma della vitalità artistica di questa nostra epoca tanto criticata ma che ha saputo farla rifiorire in tutte le sue forme. Treviso è bella in ogni angolo e dentro ai tanti Musei che ne custodiscono la memoria degli Artisti che l’hanno celebrata. Renata Alberti