I SANTINI DEI PAPI IN MOSTRA A CAMPOCROCE DI MOGLIANO VENETO

scritto da Carla Povellato

Dall’11 al 21 luglio Campocroce di Mogliano Veneto si è “vestita di festa” per la storica solennità dedicata alla Madonna del Carmine (Nostra Signora del Monte Carmelo), da cui prende il nome la graziosa settecentesca chiesetta. La piccola frazione lambita dal fiume Zero, che dista circa 4 Km. dal capoluogo, ha conservato nei secoli i la sua forte identità rurale, le antiche memorie legate al mondo contadino e alla fede cristiana. In particolare la tradizione cattolica venera appunto il culto della Madonna del Carmine.

È interessante conoscerne la storia, che ci porta  nel XIII sec. in Terra Santa, sul monte Carmelo, alta Galilea.
Qui il 16 luglio 1256 la Madonna apparve a San Simone Stock, un religioso del Regno Unito nato ad Aylesford nel 1165 e deceduto centenario in Francia a Bordeaux nel 1265, era il Priore generale dell’Ordine Carmelitano; gli donò uno scapolare, considerato ancora oggi dall’Ordine religioso dei Carmelitani il segno della protezione materna di Maria.
Tutti gli anni la comunità di Campocroce celebra il rito, e si riunisce in festeggiamenti, una Sagra che riserva ai numerosi partecipanti momenti religiosi, spettacoli, intrattenimenti e un’ottima cucina locale.

Tra le numerose iniziative promosse quest’anno, è stata allestita una Mostra speciale: una esposizione di passate immaginette dedicate ai Papi, raccolte, custodite, catalogate con passione e amore da Eta Caccin, poetessa del “Circolo Amissi de la Poesia El Sil” di Treviso.

Sono piccoli fogli di carta che ci parlano di fede e devozione, che raffigurano
i Pontefici da San Pio X a Papa Francesco, immagini ricavate da stampe antiche, o più recenti, da conservare tra le pagine del libro delle orazioni, o da portare con sé, “ogni santino ha accompagnato la preghiera di un credente, in un momento importante della vita”.

Sono piccole opere d’arte, degne di attenzione  e bellezza per la cura dei dettagli, dell’ornamento, del messaggio/ricordo che trasmettono.

L’esposizione è stata promossa e curata dalla collezionista Eta Caccin, nata dalla sua dedizione all’iconografia, alle tradizioni. alla memoria popolare. Sono frammenti di storia, ma anche di amore. Il suo impegno ha marcatamente dato maggior valore alla Sagra del Paese, legando il percorso del culto religioso a un momento di cultura, che ha permesso ai visitatori di ammirare questa attraente “galleria di carta”. Tra i visitatori, il Vescovo di Treviso Mons. Michele Tomasi.

Ma ecco le rime che Eta Caccin ha composto per l’esibizione

MOSTRA SANTINI

Me xe vegnuo sta voja
de rencurar Santini
e pian pianin sul tempo
ghe no trovà tantini.
Go domandà in giro
a parenti, amissi, suore,
go scomodà el prete
e anca ansiane sìore.
E tanti de bon cuor
me gà incontentà
dandome quei santini
che i gavaria brusà.
Go çercà al mercatino
co’ pasiensa e qualche scheo
par metar in meso ai semplici
anca qualcun pì bèo.
Go parecià co cura
ogni singolo santin,
dopo imbustà e scelto
quei co’ Gesù Bambin.
Par ringrassiar tuti
adesso fao sta mostra.
A go preparaa mì,
ma a xe anca un poco vostra.
Eta Caccin

Nella Collezione di Eta c’è l’intensità semplice delle immagini che parlano al cuore, sembra quasi un invito a rallentare e a guardare ciò che custodiamo dentro di noi, ritrovando in un piccolo pezzo di carta, il legame tra fede, arte e tradizione.

Carla Povellato

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