Chiude oggi domenica 31 il Salone nautico che ha preso il via il 27 maggio. Nell’Arsenale di Venezia, quel pittoresco ambiente ricco di storia, ha trovato ospitalità tanta nautica, le barche da sogno, gli autentici gioielli del mare. C’è stato grande afflusso di pubblico, en plein di visitatori. Era la settima edizione del Salone Nautico, la fiera internazionale voluta dal Comune di Venezia, curata da Vela Spa e  dalla stessa Marina Militare Italiana. Su un bacino di oltre 50.000 mq, sono centinaia gli espositori e innumerevoli le imbarcazioni.

Perfettamente restaurata, s’impone la storica “GOLETTA CATHOLICA”, che riprenderà a navigare l’Adriatico impegnata da Legambiente per il monitoraggio sullo stato di salute del mare; è infatti prevista la partenza da Grado il 15 giugno; toccherà Caorle e Chioggia, proseguirà POI per Brindisi. E che dire del TRABACCOLO “Nuovo Trionfo”, che compie 100 anni, sopravvissuto alle mille e più imbarcazioni da trasporto, a testimoniare la storia della marineria veneziana.

Già attivi nel ‘600, i Trabaccoli venivano utilizzati per il trasporto di pietra e legname all’arrivo in Adriatico provenienti dall’Istria, e in uscita da Venezia trasportavano le merci preziose lavorate. Perfette le dimensioni, larghezza un terzo della lunghezza. Facilmente manovrabili, si rifanno a quelle in uso dai Vichinghi e dai Romani, buone per velocità e per capienza di carico: l’armo consiste in vele auriche al terzo (due) su Maestra e Tronchetta, Fiocco, Controfiocco, e Carbonella. Di norma è ormeggiata a Punta della Dogana.

Curiosa e intelligente, è la prima stazione galleggiante per la pulizia degli scafi sotto la linea del galleggiamento senza dover alare, operazione che normalmente richiede lo svuotamento del bacino. E ancora, sono rimarchevoli le ultime numerose innovazioni.

Si può ben dire che non c’è al mondo ambiente più giusto  per un salone nautico, del caratteristico Arsenale veneziano: struttura navale ridondante di storia.

L’antico immenso cantiere navale circondato da 3 km di mura merlate, dal XII secolo è stato l’essenza della marineria veneziana: venivano costruite le navi con cui la Serenissima tenne  contrasto  agli Ottomani in Egeo, e fu imbattibile nelle rotte del Nord Europa. Il gran numero di  addetti, oltre diecimila e financo quindicimila, realizzava le navi in catena di montaggio; per dimensioni e ingegno progettuale si può tranquillamente considerare che sia stato il primo concreto cantiere d’Europa. Parte dell’Arsenale appartiene oggi al Comune di Venezia, utilizzato dalla Biennale; il resto è occupato dalla Marina Militare Italiana, e dal Museo storico navale.

Lo sguardo è attratto dall’imbarcazione più grande, un catamarano a 3 piani lungo 22 metri, alimentato da due motori da 850 cavalli. Può sviluppare dieci nodi e più, roba da ricconi! Ma non è da ricchi solo quello, sono tante le imbarcazioni destinate ad appagare ogni desiderio: fibra di carbonio, sedili per pilota ergonomici. Ci sono anche le barche da lavoro, e la nautica minore.

Si respira aria d’innovazione ma anche di sostenibilità e s’impone rilevante l’apertura alle profesioni nautiche

Sono oltre 300 le imbarcazioni di tutti i tipi, di tutte le dimensioni: a motore, elettriche, oltre ai gommoni, la robotica subacquea, le idee per tutelare il mare, il CyberCat per la raccolta dei rifiuti galleggianti. È tuttavia la vela che maggiormente attrae me, il salone si è dedicato anche ad essa. Sono il dieci per cento le barche a vela, ormeggiate nella parte nord dell’Arsenale, misurano tra i 10 e i 25 metri, monoscafo e multiscafo, catamarani, trimarani.

Di particolare interesse è un’imbarcazione del gruppo Ferretti in fibra di carbonio con ali laterali, dalla grande stabilità, adatta a navigare con qualsiasi tipo di condizione di mare.                     

A veder veleggiare le barche senza che lo scafo tocchi le onde, fa strabuzzare gli occhi!

Confusione – Il profumo dellla nobiltà seduce i poveri, nell’eternità c’è scritto il tuo nome e il colore dei tuoi occhi, senza ricchezza e senza povertà. (da un pensiero di Salvatore Manchia)

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