Il libro di Salvatore Manchia
Articolo di Carla Povellato

Nel consueto incontro dei poeti del Circolo “Amissi della poesia El Sil” tenuto il 26 maggio a Treviso nella sala all’uopo destinata di Cà dei Carraresi, ha avuto luogo la presentazione del libro di Salvatore Manchia “Inchiostro per pagine bianche”.
L’incontro è stato particolarmente piacevole, a dare inizio all’appuntamento le note garbate di arpe celtiche.

Eran belle da vedere quelle arpe di eccellente fattura artigianale, in quell’ambiente che profuma di cultura. Ed era piacevole sentirne il suono, prodotto dal tocco gentile di Ginevra ed Erica Tabacchi, due sorelle di 11 e 13 anni, giovanissime, ma di sicuro talento. Erano semplici brani evocativi, interpretati con quella delicatezza che l’arpa pretende. Il perfetto, attento, silenzio nel tempo dell’esecuzione, ha avuto come seguito un fragoroso applauso. È stato commovente!
Dello stesso tenore il seguito: Le liriche di Salvatore, composte in italiano e in Lingua Madre Sarda. Comprensibili le pagine impegnate in italiano, non altrettanto per i Veneti quelle scritte in sardo, che tuttavia offrono all’ascolto spinta musicalità. I pensieri espressi sono semplici, ma profondi: il frutto di una sfida interiore dell’autore, che propone immagini forti, un tratto d’inchiostro penetrante.
Ecco una breve lirica dell’autore

Le poesia di Salvatore han toccato il cuore del pubblico presente, numeroso e interessato al messaggio proposto. Le sue parole arrivano giuste quando l’autore le propone nell’ascolto dell’incaricata alla lettura,

perché non rifuggono da “assunzione di responsabilità”. Gli permettono di immergersi nel mistero del dubbio, superando anche le ansie di conoscenza. Dall’apparente caos, nel tentativo di ricostruito ordine, l’autore esprime al meglio i valori che sono all’orizzonte dell’esistenza. Dalle sue rime il lettore sensibile e fragile troverà risposte che lo riconcilieranno con gli antichi cieli.
Carla Povellato