il matrimonio nostro

È momento di eccellenza per i matrimoni. Dopo decenni di circospezione, è arrivata la tendenza alla riscoperta: la solitudine va bene qualche volta, quando la si voglia, altrimenti è una pena. Sono soprattutto i capelli bianchi a ritrovarne attrazione, come si apprende dai giornali nel mondo dei vip, e spesso anche dopo le convivenze. Uno tra i tanti, Gianluigi Donnarumma e Alessia Elefante: dopo dieci anni si sono detti di sì tra feste grandiose. È più bella la vita in compagnia, sicuramente con la persona giusta, ed è molto bello consacrarla. Certo ci sono ancora i matrimoni di convenienza, ma il mondo sta scegliendo l’importanza dell’amore, quell’amore che abbraccia tutto: il piacere, la stima, l’affetto. Per Isotta e Giuseppe non si è trattato di un semplice desiderio di ritorno alla tradizione, era sufficiente vedere come si guardavano, per capire cos’è l’amore. Nel chiedere perdono per questo esordio dettato dagli eventi di attualità, vorrei testimoniare la magia del matrimonio a cui ho partecipato,

un matrimonio come si usava un tempo, di raffinatezza interiore, ricco di calore.
Eravamo in una bella chiesetta, gremita di parenti e amici; sulla settecentesca pala d’altare, una molto bella Visitazione di anonimo del Settecento. ll’organo, un autorevole Mascioni del 1929, suonato dal bravo organista Marco Fedalto

che ha dato sonorità durante l’ingresso in chiesa della sposa;

Silvia Pilla al violoncello ha messo la sua professionalità ad arricchire di ulteriore raffinatezza la cerimonia con lo strumento sommo degli archi, quello il cui suono maggiormente si avvicina alla voce umana.


Oltre ai brani canonici, (le marce nuziali, le due Ave Maria di Schubert e Gounod, l’aria sulla quarta corda di Bach) solitamente utilizzati nei matrimoni, è stata eseguita con il violoncello su desiderio della sposa, un’aria molto nota dal “Tannhäuser” opera lirica di Richard Wagner, da tutti molto apprezzata per la cantabilità intima e coinvolgente!
È durata a lungo la messa, al prete compiaciuto di tanta bella gente che partecipava


consapevole di condividere la sacralità del momento, piaceva trattenerci con il sermone.
Al termine il lancio del riso, anche questo in modo festoso ma discreto, misurato.


E poi, a casa degli sposi ci aspettava un rinfresco da mille e una notte, pietanze buonissime servite a buffet nel giardino, a cui i numerosi ospiti si sono dedicati direi con passione vista l’ora avanzata, ma soprattutto le meraviglie ammannite. C’era tutto quanto potessimo desiderare, impossibile enumerare: tante, tante, e tanto ben preparate dal catering “L’angolo di Bianca”

Il tempo di godere di questo ben di Dio, e poi a pranzo, in altra parte del giardino con sistemati grandi ombrelloni a proteggerci dal solleone, che faceva ben sentire la sua presenza.

E qui, altra parata di vivande squisite. Non ho rinunciato a nulla!

Mi dispiace di non aver potuto complimentarmi con il titolare “banqueting”, il signor Angelo, che oltre a riservarci ogni attenzione, aveva preparato tutto grandiosamente. Lo faccio da questa pagina: complimenti mister, era tutto perfetto!

La torta dtraordinariamente bella e buona a seguito di altre piacevolezza vegetali, e dopo della torta balli e allegria

Ma ora, sposi, accogliete il mio più forte, sentito augurio di una lunga vita insieme, colma di serenità, e tanti figli belli come voi. Paolo Pilla
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